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Economia, dall’Europa dazi fino al 38,1% sulle auto elettriche cinesi

La Commissione Europea ha deciso di imporre dazi fino al 38,1% sulle auto elettriche prodotte in Cina, a partire dal 4 luglio, per contrastare gli aiuti di Stato cinesi e proteggere l’industria automobilistica europea.

La Commissione Europea ha annunciato l’introduzione di dazi fino al 38,1% sulle auto elettriche prodotte in Cina, con l’obiettivo di contrastare gli aiuti di Stato cinesi e proteggere l’industria automobilistica europea. La misura entrerà in vigore il 4 luglio, mentre l’indagine sui veicoli elettrici Made in China è ancora in corso.

Obiettivi e quote di mercato delle auto elettriche cinesi in Europa

Le vendite di auto elettriche prodotte in Cina sono cresciute rapidamente in Europa, passando da 57.000 unità nel 2020 a oltre 437.000 nel 2023, per un valore attuale di 9,66 miliardi di euro. La quota di mercato dei marchi cinesi nel settore elettrico dell’UE è aumentata dallo 0,4% nel 2019 al 7,9% nel 2023 e potrebbe superare il 20% entro il 2027. Bruxelles teme che i generosi sussidi statali cinesi possano rendere difficile per le aziende europee competere, rischiando di essere estromesse da questo settore in crescita, come già accaduto per i pannelli solari.

Funzioneranno i dazi sull’elettrico Made in China?

La Commissione Europea ha accertato l’esistenza di aiuti di Stato in Cina sotto forma di sovvenzioni, prestiti a basso costo, crediti sostenuti dallo Stato, sconti fiscali, esenzioni dalla tassazione indiretta sui consumi e prezzi scontati di beni e servizi. I dazi sono concepiti per rendere più costosa la vendita dei veicoli cinesi, avvicinando i prezzi finali a quelli dei rivali europei e creando una concorrenza più leale. Tuttavia, secondo la società di consulenza Rhodium Group, sarebbero necessari dazi del 40-50% per rendere il mercato europeo poco attraente per gli esportatori cinesi di veicoli elettrici.

Le sfide per l’industria automobilistica europea

L’economista Giorgio Prodi ha espresso dubbi sull’efficacia dei dazi nel fermare l’onda delle auto elettriche cinesi, sottolineando che l’Europa potrebbe subire danni maggiori se la Cina decidesse di limitare l’esportazione di materie prime e componenti essenziali. Prodi suggerisce che la soluzione potrebbe essere quella di produrre auto cinesi direttamente in Europa, utilizzando manodopera e componentistica locale, per garantire una parità di condizioni.

Indagine anti-dumping e preoccupazioni future

La Commissione Europea ha avviato un’indagine anti-dumping sulle importazioni di auto elettriche cinesi, sospettando che i prezzi siano tenuti artificialmente bassi grazie ai sussidi statali, causando distorsioni di mercato. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha sottolineato la necessità di contromisure rapide e mirate per evitare la progressiva estinzione di interi settori dell’industria automobilistica europea. La Commissione ha lanciato piani industriali come il Critical Raw Materials Act e il Net-Zero Industry Act per ridurre la dipendenza dai materiali e dall’energia importata, ma ci vorrà tempo per vedere i risultati.

In conclusione, l’introduzione dei dazi sulle auto elettriche cinesi rappresenta un tentativo dell’Europa di proteggere la propria industria automobilistica e garantire una concorrenza leale. Tuttavia, l’efficacia di queste misure rimane incerta e richiederà ulteriori azioni e strategie a lungo termine per affrontare le sfide poste dalla crescente presenza cinese nel mercato europeo.

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