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Meloni: “No intervento diretto in Ucraina, rischio escalation da evitare a ogni costo”

La premier Giorgia Meloni ribadisce il no all’intervento diretto in Ucraina per evitare rischi di escalation, sostenendo la necessità di aiuti concreti.

In un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti, la posizione dell’Italia sulla crisi ucraina si conferma ferma e prudente. La premier Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in Aula al Senato in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 marzo, ha ribadito il no dell’Italia a un intervento diretto in Ucraina, sottolineando il rischio di una possibile escalation che andrebbe evitata a ogni costo.

La situazione in Ucraina rimane critica, con Mosca che ha recentemente conquistato la città di Orlovka nel Donbass. Il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, ha espresso la necessità di ulteriori aiuti militari per l’Ucraina, sottolineando la mancanza di artiglieria e veicoli corazzati. Anche il presidente ceco Pavel ha evidenziato la necessità di munizioni immediate per l’Ucraina, nonostante l’Europa stia lavorando per aumentare la propria capacità produttiva.

Nel frattempo, il senatore repubblicano statunitense Lindsey Graham, in visita a Kiev, ha sollecitato il parlamento ucraino ad approvare un disegno di legge che abbassi i limiti di età minimi per l’arruolamento, al fine di contrastare la carenza di soldati. Queste dichiarazioni si inseriscono in un quadro di crescente preoccupazione per le sorti del conflitto, con il presidente russo Vladimir Putin che sembra prepararsi per una guerra prolungata.

La premier Meloni ha sottolineato che l’Italia continuerà a ribadire il proprio sostegno all’Ucraina, ma ha escluso categoricamente l’invio di truppe sul terreno, considerando tale opzione un rischio inaccettabile di escalation. Questa posizione è stata espressa anche in occasione della sua visita a Kiev, dove ha partecipato a una riunione del G7 e ha firmato accordi di sicurezza con l’Ucraina.

La premier ha inoltre evidenziato la necessità di contrastare la propaganda russa e di spiegare meglio il ruolo dell’Occidente nel conflitto, per evitare di cadere vittime di narrazioni distorte. La dichiarazione finale del G7 ha ribadito il sostegno alla formula di pace di Zelensky, congelando i beni sovrani della Russia nelle giurisdizioni occidentali fino a quando Mosca non cambierà atteggiamento.

In questo contesto, l’Italia si è impegnata a fornire assistenza militare ed economica all’Ucraina, sostenendo il paese sia nel percorso di integrazione europea che verso la NATO, pur con la consapevolezza espressa da Meloni e Biden che un’adesione immediata dell’Ucraina all’Alleanza potrebbe rappresentare un rischio.

La posizione italiana, quindi, si configura come un equilibrio tra il sostegno concreto all’Ucraina e la cautela nel non aggravare ulteriormente la situazione, evitando passi che potrebbero portare a un’escalation del conflitto. Nel contempo, l’Italia si impegna a garantire la consegna degli aiuti umanitari e a sostenere le sanzioni contro la Russia, come parte di una strategia più ampia di difesa dei valori democratici e della sicurezza europea.

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