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I Campi Flegrei, un Supervulcano dormiente che potrebbe risvegliarsi

I Campi Flegrei, situati a ovest di Napoli, sono una vasta area vulcanica attiva caratterizzata da una caldera. Questo supervulcano è noto per il fenomeno del bradisismo, che causa frequenti terremoti. La storia geologica e sismica della zona è ricca di eventi significativi e curiosità.

I Campi Flegrei, il cui nome deriva dal greco phlegraios che significa “campi ardenti”, sono una vasta area vulcanica situata a nord-ovest di Napoli. Questa regione comprende i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania e parte della città di Napoli. La zona è nota per la sua intensa attività vulcanica e sismica, che ha influenzato la vita e la storia dei suoi abitanti per millenni.

A differenza del Vesuvio, che è caratterizzato da un unico edificio vulcanico, i Campi Flegrei sono un campo vulcanico attivo da oltre 80.000 anni, composto da numerosi centri vulcanici situati all’interno di una vasta caldera. Questa caldera si è formata a seguito di almeno due grandi eruzioni: l’Ignimbrite Campana, avvenuta circa 40.000 anni fa, e il Tufo Giallo Napoletano, risalente a 15.000 anni fa. Queste eruzioni hanno svuotato il serbatoio magmatico, causando il collasso del tetto e la formazione della caldera.

Uno degli aspetti più distintivi dei Campi Flegrei è il bradisismo, un fenomeno di deformazione del suolo che comporta cicli di sollevamento e abbassamento. Questo fenomeno è causato dalla risalita di fluidi magmatici e gas caldi che spingono verso l’alto il terreno. Negli anni ’70 e ’80 del Novecento, l’area flegrea è stata interessata da crisi bradisismiche che hanno provocato un sollevamento del suolo di circa 3,5 metri nel centro abitato di Pozzuoli, causando numerosi terremoti e gravi danni agli edifici.

La storia sismica dei Campi Flegrei è ricca di eventi significativi. Negli ultimi decenni, l’area ha registrato numerosi sciami sismici, con scosse di varia intensità. Ad esempio, il 7 settembre 2023, una scossa di magnitudo 3.8 è stata chiaramente avvertita a Napoli, con epicentro nell’area di Agnano-Astroni, a circa 2,5 km di profondità. Più recentemente, il 3 ottobre 2023, un terremoto di magnitudo 4.0 ha colpito la zona, causando spavento tra la popolazione e danni minori ed in fine la scossa di martedì 20 maggio 2024 di magnitudo 4.4, la più forte registrata.

La storia dei Campi Flegrei è ricca di curiosità e aneddoti. Ad esempio, durante l’eruzione dell’Ignimbrite Campana, una delle più violente del Mediterraneo, una grande quantità di cenere fu dispersa nell’atmosfera, influenzando il clima a livello regionale e probabilmente mondiale. Inoltre, l’area è stata abitata fin dall’antichità, attirando colonizzatori greci e romani che vi fondarono numerosi insediamenti. In epoca romana, i Campi Flegrei divennero una meta di villeggiatura e un importante centro militare ed economico.

A causa della frequente attività sismica e del rischio vulcanico, le autorità hanno sviluppato complessi piani di evacuazione. Il “decreto Campi Flegrei”, approvato il 5 ottobre 2023, prevede lo stanziamento di 52,2 milioni di euro per l’analisi del rischio e l’allestimento di infrastrutture di emergenza. Il piano generale di evacuazione è particolarmente complesso, poiché comporta lo spostamento di centinaia di migliaia di persone in poche ore.

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